Miele, donne, salute e cosmesi nel Medioevo

Miele, donne, salute e cosmesi nel Medioevo

di Aristide Colonna e Beti Piotto

Trotula de Ruggiero (morta nel 1097), donna medico nel Medioevo a Salerno (Italia), è stata una figura importante per la nascita della ginecologia e l’ostetricia dal punto di vista scientifico. Siamo intorno all’anno 1050 e Trotula si occupò intensamente di igiene, di salute, di bellezza e di cosmetica. Utilizzava il miele come base per rimedi cosmetici e dermatologici nei suoi trattati, spesso combinandolo con erbe come la Clematis vitalba che coltivava appositamente nel Giardino della Minerva di Salerno, ancora esistente. Nei suoi scritti, spesso consigliava una miscela di miele, Clematis vitalba, Cucumis sativus e acqua di rose per rassodare e nutrire la pelle.

Trotula scrisse testi che sono stati best seller allora e, a distanza di 1000 anni, sono ancora oggi presenti in libreria. Nel trattato De ornatu mulierum (Sull’ornamento delle donne) si dedica specificamente alla cosmesi. Trotula istruiva donne che a Salerno praticavano la professione di guaritrici: numerose testimonianze storiche confermano l’esistenza delle mulieres salernitanae, studiose che insegnavano o erano attive intorno alla famosa Scuola medica di Salerno (una sorte di Università). Le loro cure erano dirette principalmente ad altre donne. 

Trotula de Ruggiero è stata una delle prime donne medico a studiare la fertilità con un approccio scientifico e non moralistico. Trotula ha sfidato le teorie medievali che attribuivano l’infertilità esclusivamente alla donna portando avanti apertamente argomenti di impotenza maschile e sterilità di coppia.

Per Trotula questi erano gli impieghi cosmetici (e non solo) più importanti del miele:

Viso e labbra. Un unguento a base di miele, Clematis vitalba e altri ingredienti veniva utilizzato per rendere la pelle del viso splendida, luminosa e per ammorbidire le labbra screpolate.

Ricette cosmetiche. Il miele era un ingrediente sempre presente nel suo trattato De ornatu mulierum per tutto ciò riguardante la cura della pelle 

Facilitazione del parto. Miele e tisane a base di Lepidium sativum, bacche di Laurus nobilis e cannella si mischiavano e inserivano nell’utero.

Cure vaginali e uterine: il miele era ingrediente nelle supposte e veniva impiegato per ungere l’utero prima dell’ingresso delle stesse.

Probabile immagine di Trotula de Ruggiero che sostiene e punta un contenitore di urine. Da: Miscellanea medica XVIII. Pubbicato: Early 14th secolo, Folio 65 recto (=33 recto), Collezione: Archives & Manuscripts, Library reference no.: and Archives and Manuscripts MS.544. Wellcome Collection, London. Gallery https://wellcomecollection.org/works/ka9yjtq7/items?canvas=87.
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Salerno. Giardino della Minerva dove Trotula coltivava le erbe impiegate nelle cure. Il luogo è visitabile. (foto Miguel Hermoso Cuesta in Wikimedia Commons)