L’associazione Italiana Apiterapia ti dà il benvenuto nel meraviglioso mondo delle api e delle loro potenzialità curative
BLOG di APITERAPIA
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Chi Siamo
Associazione Italiana Apiterapia

L’Associazione Italiana ApiTerapia nasce per divulgare ai medici, agli operatori del settore del naturale e al pubblico la conoscenza e la pratica dell’apiterapia in Italia. L'obiettivo è quello di creare un network di medici, apicoltori, ricercatori, operatori del benessere e persone interessate allo sviluppo e alla pratica dell’apiterapia.

Molte associazioni sono già presenti in Europa e nel mondo con numerosi riconoscimenti, un’Associazione che si occupa di Apiterapia nasce così anche in Italia, in un momento storico molto importante per il Pianeta messo a dura prova dall’uso indiscriminato della chimica, sappiamo comunque che sta aumentando il livello di coscienza sull’importanza della biodiversità e del ruolo fondamentale che hanno le api. A proposito di questo segnaliamo l’importanza, in Apiterapia, di avere un prodotto dell’alveare “indenne” da inquinamento e da estreme lavorazioni per il dal fatto che in seguito ad alcune lavorazioni i singoli componenti, presenti nei prodotti (flavonoidi, minerali, zinco, vitamine E e C) e in particolare nel miele, vengono distrutti.
In Italia esistono già numerose realtà di eccellenza di apicoltura e ricerca nel settore, l’Apiterapia può rappresentare una nuova possibilità di reddito per gli apicoltori. Non può esserci Apiterapia senza Apicoltura responsabile. L’Associazione Italiana Apiterapia fa parte dell’International Federation of Apitherapy

COSA FA L'ASSOCIAZIONE:
Promuove, sostiene e realizza interventi volti allo crescita dell'apiterapia in tutti i suoi diversi aspetti: scientifico, medico, tecnico, sociale ed economico.
- trasmette l'importanza delle api come insetti fondamentali per l'ambiente;
- realizza attività di informazione e di educazione ambientale volta al consumo dei prodotti apistici;
- divulga tutto quel che si considera opportuno sull'Apicoltura come essenza vitale da mantenere nel nostro pianeta;
- incentiva la produzione ed il consumo dei prodotti apistici;
- diffonde studi , ricerche, materiali didattici, opuscoli, stampe, libri, riviste, audiovisivi, cd, e quanto riterrà utile agli scopi dell'Associazione;
- sviluppa protocolli di apiterapia, in base alle specifiche esigenze ed alle caratteristiche individuali dei pazienti, utilizzando tutti i prodotti dell'alveare per i trattamenti;
- stimola azioni di ricerca, informazione e formazione di professionisti del settore, anche attraverso il raffronto con le associazioni di apicoltori al fine di ottenere prodotti dell'alveare medicalmente efficienti e qualitativamente ottimi;
- organizza attività di formazione professionale, aggiornamento, perfezionamento;
- progetta convegni, congressi, seminari e simili al fine di promuovere e approfondire tematiche inerenti l'apicoltura;
- espande la coscienza etica degli individui al fine di godere di un pianeta sano.



PRESIDENTE
dr. Aristide Colonna
Medico chirurgo


VICEPRESIDENTE
dr. Sergio Ghio
Massofisioterapista


SEGRETARIO
dr. ssa Laura Cavalli
Farmacista Naturopata


CONSIGLIERE
Avv. Daria Grimani
Avvocato
DIVENTA SOCIO

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COS’E’ L’APITERAPIA
L'apiterapia è il trattamento terapeutico in cui vengono utilizzati i prodotti raccolti, elaborati e secreti dalle api: miele, polline, propoli, pappa reale, pane delle api, larve, cera e veleno. E’ un concetto medico che si basa su una tradizione molto antica, una pratica terapeutica plurisecolare il cui impiego è testimoniato da almeno due millenni. Sono stati trovati scritti sulle pratiche legate all’apiterapia in varie civiltà, tra cui quella egiziana, greca e romana.
Clicca qui se vuoi leggere di più sulla storia dell’apiterapia
Il miele era rappresentato e lodato negli scritti di diversi autori. È stato menzionato nella Bibbia, nel Corano e nel Talmud, ed era assai apprezzato da Romani, Greci ed Egizi.
Gli antichi greci lo chiamavano il “Nettare degli Dei”; autori e luminari di numerose civiltà ritenevano che tale nettare fosse un alimento meraviglioso, depositario di benefiche qualità medicinali.
In Egitto l’ape, stilizzata, era rappresentata in diverse tombe e statue, gli Egizi conservavano la frutta nel miele, e per l’imbalsamazione dei corpi, insieme ad altre sostanze, erano utilizzati lo stesso miele e la cera.
La mitologia greca racconta che Giove è stato nutrito dalle api del Monte Ida, che hanno prodotto miele a questo scopo.
La mitologia nordica collega al dio Odino il miele, con il quale si preparava una bevanda che aveva la virtù di trasformare in poeta qualsiasi mortale che l’avesse bevuta.
Nelle civiltà dell’antica India, la scoperta del miele si attribuisce agli dei del sole, gli Azwin, e il miele e la cera venivano utilizzati, grazie alla loro composizione, per la guarigione dei malati.
La medicina ayurvedica indica il miele come purificante, afrodisiaco, dissetante, vermifugo , antitossico, regolatore, refrigerante, stomachico, cosmetico, tonico, leggermente ipnotico, cicatrizzante; ad ogni specifico stato morboso o disfunzione corrisponde un particolare tipo di miele.
Nel Medioevo l’ape è stata scelta da alcune famiglie nobiliari per figurare sui loro blasoni, come simbolo della solerzia e dell’ordine.
Bisogna arrivare alla fine dell'800 per trovare moderni studi sugli del veleno d'api. Fu il medico austriaco Phillip Terc, riconosciuto come il "padre" dell'apitoxiterapia (la terapia tramite le punture di api), che scrisse il trattato "Rapporto sulla connessione tra le punture delle api e le malattie reumatiche". Pubblicò i suoi risultati nel 1888 in una rivista di Vienna, e da allora in tutta Europa centrale si diffuse la pratica e l'interesse per l'apipuntura. 
Non bisogna dimenticare Bódog Beck, medico ungherese, esperto di apiterapia. Nel 1935 pubblicò il libro Bee Venom Therapy con l'obiettivo di presentare sistematicamente tutto ciò che si sapeva sull'apiterapia. Beck si fece carico di raccogliere l'esperienza dei colleghi di tutto il mondo e delle varie epoche e illustrò nel libro come il veleno d'api funzionasse nei casi di reumatismi, artrite, artrosi e dolori muscolari con le relative controindicazioni e con la necessità di effettuare dei test allergologici preventivi. 
In molti paesi l’apiterapia è stata dichiarata ufficialmente una pratica medica e in molte nazioni sta ottenendo riconoscimenti ufficiali. In questi ultimi anni in Europa (Germania, Francia, Austria, Romania, Svizzera) si sono svolti molti convegni a livello internazionale sull'apiterapia e regolarmente si tengono corsi di formazione e aggiornamento per medici e operatori. In moltissimi ospedali europei il miele, per esempio, viene utilizzato per trattare grandi ustioni, ulcere e per favorire la cicatrizzazione, ultimamente, per esempio, la Croce Rossa dell’Ecuador ha incluso e omologato la farmacopea dell’apiterapia negli ospedali e numerosi centri sanitari.

Molte sono le evidenze cliniche pubblicate sull’argomento, nella relativa sezione potete scaricare una selezione fatta dall’Associazione ed in continuo aggiornamento.
VAI IN BIBLIOTECA ALLA SEZIONE EVIDENZE CLINICHE
Con l’apiterapia vogliamo dare, ai professionisti sanitari nelle diverse branche della medicina, un ulteriore strumento terapeutico che si va ad integrare perfettamente alle tecniche mediche più aggiornate.

Importanza delle qualità dei prodotti usati in apiterapia
L’apiterapia si avvale dell’uso della maggior parte dei prodotti dell’alveare. Per tale motivo l’operatore, deve avere certezza di utilizzare sostanze non contaminate da agenti chimici, sparsi nell’ambiente (permacoltura) o utilizzati nella cura delle varie patologie che colpiscono le api, o da agenti fisici, come fonti di calore, utilizzati spesso nelle diverse procedure di estrazione. Agenti fisici o chimici non idonei alterano la completezza organica dei singoli prodotti determinando inquinamento o eliminazione di microelementi fondamentali nel processo di guarigione di un tessuto o un organo.

Per approfondimenti suggeriamo le seguenti letture:
Apipuntura & apiterapia. Le cure con il Veleno d'api - Autore: Paolo Pigozzi – Ed. Giunti Demetra
Curarsi con tutti i prodotti delle Api - Le nuove scoperte nel campo dell'apiterapia - Theodore Cherbuliez, Roch Domerego - Red Edizioni - 2006
Apiterapia – Autore: Cristina Mateescu – MIR Edizioni
I prodotti delle api sono: miele, polline, pappa reale, propoli, pane delle api, larve di fuco, veleno e cera. Hanno tutti un altissimo potere nutrizionale ad esclusione del veleno che ha delle applicazioni terapeutiche specifiche. Polline, pappa reale e pane delle api rappresentano per l’alimentazione delle importanti fonti di proteine ed i bambini possono beneficiare molto della somministrazione di questi prodotti nella dieta giornaliera.
I prodotti, per essere idonei all’uso in apiterapia, devono essere lavorati in modo da non alterarne i principi attivi presenti in natura, devono essere privi di residui di pesticidi o farmaci usati per la cura delle api e provenire da aree coltivate biologicamente. Devono quindi essere il più possibile puri e lavorati in modo da preservarne le peculiarità.
I consigli riportati in queste pagine non vogliono e non devono sostituire il medico nella diagnosi e nella scelta della cura più appropriata. I suggerimenti si riferiscono alla prevenzione o al trattamento di lievi disturbi nella certezza di avere escluso patologie gravi.
Fonte per i contenuti riportati: Apiterapia - Autore: Cristina Mateescu - MIR Edizioni
Miele
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Nel corso del tempo il miele è stato sempre considerato come uno degli alimenti più preziosi e accessibili all’uomo. In ciascun territorio abitato dalle api esiste la stessa credenza legata ai poteri “miracolosi” del miele utilizzato sia come alimento che come farmaco.
Caratteristiche del miele
Ricco di zuccheri semplici facilmente assimilabili (glucosio e fruttosio)
Potere edulcorante maggiore di quello dello zucchero ma con un minore apporto calorico.
100 gr di miele = 300 Kcal rispetto a 100 gr di zucchero 0 400 Kcal.
Valore nutritivo non limitato agli zuccheri contiene anche vitamine del gruppo B, vit. C, calcio, ferro, potassio, amminoacidi, enzimi.
Utile in caso di:
  • Anoressia, astenia, stanchezza fisica e intellettuale, astenia primaverile, carenze nutrizionali (disturbi della crescita, demineralizzazione), convalescenza, regimi alimentari in pazienti con epatite, problemi intestinali cronici di natura infettiva (anemia, stitichezza, ulcere duodenali, disturbi epatici), problemi digestivi o di assimilazione.
  • Aumenta la resistenza alla stanchezza nei casi di sforzi ripetuti e migliora il rendimento mentale.
  • Facilita la cicatrizzazione delle ferite, le ustioni e le scottature guariscono più rapidamente se trattate con miele, ha un’azione battericida, è utilizzato sulle incisioni chirurgiche per facilitare il processo di guarigione.
Polline
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E’ definito un superalimento. Utile in tutti i casi nei quali è necessario un prodotto con elementi nutritivi superiori a quelli del miele. Contiene tutti gli amminoacidi essenziali e non essenziali tanto che è segnalato fra le proteine vegetali di secondo ordine (contiene cioè gli amminoacidi essenziali e non essenziali in proporzioni non equilibrate, le proteine di primo ordine li contengono invece in proporzioni equilibrate).
Il polline ha una composizione molto complessa: zuccheri, lipidi, vitamine, enzimi, minerali, principi ad azione battericida e batteriostatica, fitormoni, carotenoidi e flavonoidi. Tutti questi elementi variano molto a seconda della specie vegetale dalla quale proviene il polline, dalle modalità di raccolta e lavorazione.
Si raccomanda in apiterapia l’uso del polline fresco congelato in quanto quello essiccato ha perso la maggior parte delle sue proprietà nutritive.
Il valore calorico medio del polline è di 246 cal per 100 gr.

Considerato un “alimento funzionale” il polline raccolto dalle api contiene tutti gli amminoacidi essenziali ma in concentrazioni minori rispetto all’ovoalbumina, per questo è catalogato fra le proteine vegetali di secondo ordine. E’ un supplemento nutritivo per carenze proteiche di vario genere, contiene il 20% di proteine rispetto al suo peso secco.
Può essere consumato in dosi giornaliere far i 24 e i 58 gr.

Caratteristiche
  • Ottima biodisponibilità (facilmente assimilabile a livello intestinale, spesso le carenze proteiche sono accompagnate da deficit enzimatici che rendono difficilmente assimilabili le proteine complesse degli alimenti)
  • Il suo contenuto in lipidi è rappresentato da concentrazioni significative di fosfolipidi, steroli, ac. grassi a catena lunga, idrocarburi. I lipidi hanno un ruolo metabolico importante in quanto partecipano attivamente al metabolismo dei glucidi e delle proteine, oltre ad avere un ruolo plastico e strutturale per le cellule. I fosfolipidi inoltre partecipano alla trasmissione degli impulsi nervosi. La presenza nella composizione di vitamine e minerali e oligoelementi giustificano il suo ruolo come supplemento nutritivo.
  • Ricco di vit. B12 ha un valore speciale per i vegetariani.
Come consumare il polline e in che quantità
Iniziare in maniera graduale perché i prodotti apicoli possono indurre, in alcune persone con sensibilità accertata, delle reazioni allergiche. Il polline si può consumare puro masticandolo e facendolo sciogliere in bocca oppure mescolato al miele o in un liquido a temperatura ambiente.
Adulti – iniziare con 1 cucchiaino mezz’ora prima di colazione aumentando gradualmente fino ad arrivare ad 1 cucchiaio al giorno
Bambini (fino a 12 anni) – iniziare con 3 grani aumentando di 2 grani al giorno fino ad arrivare a 1 cucchiaino al giorno.

Evidenze cliniche classificano il polline come un alimento completo e gli accreditano le seguenti proprietà soprattutto per la sua alta concentrazione di bioflavonoidi e specialmente rutina.
  • antinfiammatorio
  • antivirale
  • antimicrobico
  • migliora i sintomi in caso di allergie per diminuzione della liberazione di istamina
  • mantiene il collagene essenziale per la buona struttura dell’epidermide
  • ha un ruolo essenziale nell’assorbimento della vitamina C
  • facilita la guarigione delle ferite
  • rafforza i capillari
  • aumenta le difese immunitarie
PANE DELLE API
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Rappresenta il derivato naturale del polline con una disponibilità degli elementi superiore. E’ il polline depositato nell’alveare, nelle cellette dei favi, che nell’arco di circa 3 mesi subisce delle trasformazioni che portano alla formazione del pane delle api.
Trasformazioni biochimiche dovute alle condizioni di temperatura e umidità che producono modifiche strutturali:
  • la capacita germinativa scompare in 1-2 giorni
  • il saccarosio viene scisso in monosaccaridi
  • più facilmente assimilabile rispetto al polline perché si dissolve l’esina che compone le pareti del polline
  • i monosaccaridi vengono parzialmente trasformati in acido lattico
  • c’è un aumento della vitamina K
  • aumenta la conservabilità
Il risultato finale è un prodotto naturale con proprietà migliori del polline, più assimilabile, maggior contenuto di monosaccaridi e vit. K, più conservabile (in luogo fresco e asciutto può resistere anche 17 anni). Ha quindi le stesse proprietà biologiche e terapeutiche del polline ma più accentuate, aumenta la capacità immunitaria ed adattogena.
Pappa reale
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E’ secreta dalle ghiandole ipofaringee delle api operaie giovani, le api nutrici, per nutrire le larve giovani e la regina adulta. Viene usata per il nutrimento diretto, normalmente non viene depositata ad accezione del momento in cui le larve destinate a diventare regine vengono nutrite in abbondanza con pappa reale. In questa circostanza, non riuscendo a consumare rapdamente la pappa reale, questa si accumula nelle celle reali. Per questo la definizione esatta della pappa reale che si trova in commercio dovrebbe essere: nutrimento destinato alle larve di regina in età compresa fra i 4 e i 5 giorni di vita.
I costituenti principali sono: acqua, proteine, zuccheri, lipidi, sali minerali ed enzimi. Sono presenti tutti gli amminoacidi essenziali (in totale 29 amminoacidi).
Fra gli zuccheri il fruttosio è predominante (glucosio e fruttosio sono presenti in concentrazioni simili a quelle del miele).
La frazione lipidica è formata da acidi grassi a catena corta (max 8-10 atomi di carbonio) che li rende più facilmente solubili in acqua e con un ottimo potere antimicrobico.
I principali minerali contenuti sono potassio, calcio, sodio, zinco, ferro, rame, manganese (con una forte prevalenza di potassio).
Contiene un vero cocktail di vitamine soprattutto idrosolubili e in particolare quelle del gruppo B, la vit.C e la vit. E, molti lavori scientifici hanno evidenziato l’efficacia della pappa reale nel prevenire un insorgere prematuro dell’indebolimento della memoria.
Numerose evidenze cliniche hanno dimostrato in quali situazioni può risultare utile l’assunzione di pappa reale.

Gli effetti fisiologici e come si assume la pappa reale
In soggetti sani agisce come stimolante, migliora la risposta immunitaria e le funzioni fisiologiche dell’organismo. Da una sensazione generale di benessere (resistenza alla stanchezza, migliori prestazioni intellettuali, maggiore capacità di apprendimento e miglioramento della memoria).
Somministrazione per 1-2 mesi per dissoluzione sublinguale alla dose di 200-500 mg al giorno di pappa reale fresca. 30-100 mg al giorno di pappa reale liofilizzata.

Effetti della pappa reale in soggetti con problematiche
Bambini prematuri o con deficienze nutrizionali di diverse eziologie: 8-100 mg somministrati per via orale, portano al miglioramento dello stato generale, all’aumento del peso e dell’appetito, giovano anche ai globuli rossi ed al loro contenuto in emoglobina.
Pazienti anziani (70-75 anni), anoressici, con depressione e bassa pressione arteriosa: 20 mg somministrati per via orale a intervalli di 2 giorni, portano a miglioramenti generali.
Disturbi cronici del metabolismo: un miscuglio di pappa reale, miele e ginseng che porta a miglioramenti legati ad un aumento di peso ma anche ad una modifica delle proprietà ematiche
Stimolazione del metabolismo: gli effetti stimolanti sono paragonabili a quelli delle proteine, grazie all’attività dei complessi enzimatici


Può provocare reazioni allergiche in soggetti suscettibili, è controindicata in caso di allergia al polline, in gravidanza e allattamento.
Propoli
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E’ una sostanza resinosa, bruna, prodotta dalle gemme degli alberi che le api raccolgono e rielaborano. Usata dalle api per chiudere fori e interstizi dell’arnia, per attaccare ii favi e “verniciarli” per renderli immuni dagli attacchi di batteri e funghi. Gli egizi la utilizzavano nell’imbalsamazione ed i greci per accelerare la cicatrizzazione delle ferite.
Oggi evidenze cliniche ne consigliano l’uso in numerosi disturbi.
I componenti presenti nella propoli sono identificati con quelli presenti nella specie vegetale che le api hanno visitato per produrla. In Europa le principali fonti derivano dalla resina dell’Ontano, Betulla, Nocciolo, Quercia, Pioppo e Salice.
Nella composizione della propoli sono evidenti resine, cere, oli volatili, polline, glucidi, amminoacidi, vitamine, enzimi, sali minerali:
  • 55% resine e balsami
  • 7,5-35% cere vegetalii
  • 10% oli essenzialii
  • 5% pollinei
  • 4,40-19% impuritài
Contiene terpene, vitamine (A-B-E-PP), oligoelementi (Ag, Al, Cr, Co, Fe, Mg), amminoacidi liberi, sostanze tanniche, secrezioni delle ghiandole salivari delle api.
L’alcool etilico è il solvente per estrarne i principi attivi.
La propoli è considerata una dei prodotti naturali con le più sorprendenti azioni biologiche e terapeutiche: azione antimicrobica, antibiotica, antifungina, antinfiammatoria, analgesica, e antiossidante.
L’effetto antinfiammatorio della propoli si deve alle sue proprietà antiossidanti e soprattutto all’azione tipo ”aspirina” che si manifesta come risultato dell’inibizione della sintesi delle prostaglandine. la propoli può quindi essere raccomandata in tutte le forme di artrosi/artrite.
E’ utilizzata in molte preparazioni medicinali e integratori per migliorare le condizioni di salute in numerose patologie e per la prevenzione di affezioni infiammatorie, malattie cardiovascolari, epatiche e nel diabete.

Azione antifungina e antibatterica della propoli
Gram positivi
Staphilococcus aureo: comune nelle infezioni localizzate con produzione di pus
Streptococcus pyogenes: infezioni della gola
Streptococcus viridans: flora normale del tratto respiratorio superiore che può produrre infezioni ai malati con immunodeficienza
Streptococcus pneumoniae: causa comune delle pneumoniti batteriche
Corynebacterium diphteriae: produce difterite
Azione antifungina
Microsporum canis: vermi anellidi, parassiti de gatti e cani, che possono trasmettersi alle persone
Microsporum gypseum: infezioni della pelle della testa e del corpo, diffuse in America del Sud
Phyalophora jeanselmei: conseguenza delle iniezioni, questo fungo può causare la morte dei tessuti profondi del corpo
Piedraia hortae: fungo parassita a livello dei capelli
Tricophyton mentagrophytes: attacca i capelli, le unghie e la pelle
Tricophyton rubrum: si trova nell’intestino, nel tratto respiratorio e sulla pelle

Una miscela di polline e propoli apporta importanti quantità di vitamina C e flavonoidi, utili per la stimolazione del sistema immunitario, per riparare il collagene, per la prevenzione di allergie, malattie neurodegenerative, infezioni virali e batteriche e nell’ipertrofia benigna della prostata.
LARVE DI FUCO
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Le larve a prescindere dal fatto che siano di api operaie, regine o fuchi, sono tutte un’eccellente fonte di proteine.
I principali componenti sono amminoacidi perché solo quando l’ape è diventata adulta gli amminoacidi per biosintesi diventano proteine. Le larve contengono tutti gli amminoacidi essenziali per i quali abbiamo come unica fonte l’alimentazione perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli.
Veleno
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Il veleno, insieme alla cera, è un prodotto dell’alveare che non ha proprietà nutritive. Sulla sua composizione ed azione sono stati fatti numerosi studi.
L’acqua rappresenta l’88% della sua composizione, contiene inoltre glucosio, fruttosio e fosfolipidi più 18 componenti farmacologicamente attivi: peptidi, enzimi, ammine.
Il veleno è quindi un miscuglio di proteine, peptidi e molecole organiche di piccole dimensioni. I costituenti più importanti e potenzialmente pericolosi (essendo antigenici) sono gli enzimi fosfolipasi A2 e la ialuronidasi. La Melittina è il peptide invece più rappresentativo, molto forte a livello delle membrane biologiche, ne produce la rottura e le rende sensibili all’attacco della fosfolipasi A2.

Elenco dei componenti con relative azioni terapeutiche:
Fosfolipasi A2 – azione radioprotettiva e mastocitolitica, provoca liberazione di istamima, abbassa la pressione arteriosa, ha proprietà antigeniche (è il maggior allergene del veleno delle api), ha effetti antagonisti rispetto alla alfa-tossina dello stafilococco e alla tossina del tetano.
Ialuronidasi – attacca i polimeri dell’acido ialuronico tissulare, aumenta la permeabilità capillare
Apamina – E’ antigenico e ha proprietà antinfiammatorie
Melittina – E’ il maggior componente del veleno (40-60%) ha le seguenti azioni:
  • antibatterica
  • antifungina
  • agente inibitore a livello del SNC
  • blocca le sinapsi nervose a livello muscolare e provoca contrazione della muscolatura liscia e striata
  • provoca liberazione di istamina
  • determina rottura dei mastociti
  • ha proprietà radioprotettive (soprattutto verso i raggi X)
  • provoca un aumento della permeabilità vascolare
  • abbassa la pressione arteriosa
  • non ha proprietà antigeniche (perché altrimenti i nemici delle api otterrebbero un’immunità specifica)
  • stimola l’asse ipofisi-corticosurrenale provocando la liberazione di catecolamine e cortisolo
  • è uno dei più forti agenti antinfiammatori conosciuti. Può essere molto utile nel trattamento di artrite e reumatismi
MCDP (peptide degranulatore dei mastociti) – Si è dimostrato avere un’azione antinfiammatoria 100 volte più potente dell’idrocortisone nel sopprimere lo sviluppo dell’artrite adiuvante inclusa.
Cardiopep – aumenta la forza di contrazione del cuore (azione beta-adrenergica) senza alcun effetto sulla circolazione coronarica, ha proprietà antiaritmiche e stimola come la Melittina la liberazione di catecolamine e cortisolo.
Adolapina – Ha un’azione analgesica e antinfiammatoria

A seconda della patologia da trattare il veleno può essere usato in creme, unguenti o in forma iniettabile. Tradizionalmente il veleno viene somministrato tramite punture dirette con api che vengono stimolate a pungere la zona affetta. Il più efficace è il veleno proveniente dalla puntura diretta, dalla fine della primavera fino all’inizio dell’autunno, cioè il periodo nel quale le api si nutrono di polline di buona qualità per produrre veleno forte. I prodotto successivo, in una scala di basata sull’efficacia terapeutica, è la soluzione iniettabile di veleno d’api (metodo standard) applicata negli strati sottocutanei, ogni puntura è circa l’equivalente del contenuto medio di una sacca di veleno.
Il veleno delle api è utilizzato da lungo tempo soprattutto nel trattamento di reumatismi e forme infiammatorie ma sono numerose le applicazioni che si stanno andando a sviluppare. Può essere utile in caso di: artrite, allergia al veleno (per la desensibilizzazione), geloni, eczema, fibromialgia, gotta, infiammazioni articolari, lombaggine, nevralgie, crampi mestruali, sclerosi multipla, disturbi vascolari periferici, nevralgia post-erpetica, sindrome premestruale, psoriasi, reumatismi, sindrome di Reymond, sciatica, gomito del tennista.
L’iniezione di veleno deve essere fatta esclusivamente da un medico e dopo aver eseguito le analisi per escludere ogni forma di reazione allergica.
Cera
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La secrezione della cera è effettuata dalle api di età compresa fra i 14-19 giorni, poi cala di intensità fino alla morte dell’ape. Viene utilizzata immediatamente dopo la secrezione per costruire un favo esagonale. Al momento della secrezione è liquida ma si solidifica rapidamente in forma di piccole squame bianco-latteo, anche il favo appena costruito ha un colore bianco lucido, via via che all’interno viene depositato cibo e larve questo diventa giallo dorato fino, negli anni, al colore bruno nerastro.
La cera di Apis mellifera (la specie più comune in Europa e alle nostre latitudini) ha nella sua composizione circa 284 composti diversi. Non tutti sono stati identificati ma si sa che più di 111 sono composti volatili, altri 48 partecipano alla produzione del profumo.
Il riscaldamento eccessivo in fase di lavorazione può portare alla modifica della struttura.
Viene principalmente utilizzata in cosmesi ma un particolare degno di nota è il suo contenuto in caroteni (cera di Apis mellifera), nessun altro prodotto naturale ne è così ricco. I caroteni sono la principale fonte di vitamina A.
Per esempio:
100 gr di carota = 2-9 mg di caroteni
100 gr di cera = 8-12 mg di caroteni
100 gr di carne = 60 U.I. di vitamina A
100 gr di cera = 4060 U.I. di vitamina A
I PRODOTTI
DELLE API
MIELE
POLLINE
PANE DELLE API
PAPPA REALE
PROPOLI
LARVE DI FUCO
VELENO
CERA
Benvenuto nella Biblioteca dell’Associazione Italiana di Apiterapia. Qui puoi trovare documentazione clinica e articoli su tutto ciò che riguarda l’apiterapia, scaricare il materiale e consultalo comodamente sul tuo computer. Buona lettura!
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1. La natura non finisce mai di stupirci: Il veleno che cura



La natura non finisce mai di stupirci: Il veleno che cura
Dalle api un aiuto per la cura di numerose patologie
Farmaco, una parola greca. Veleno, questo il suo significato. Un veleno, che può diventare rimedio per la cura del corpo. Ecco, potremmo decidere di partire da qui per raccontare l'inizio della nostra storia: la nascita della prima associazione italiana dedicata all’apiterapia. Ovvero, il trattamento terapeutico di alcune patologie con i prodotti raccolti, elaborati e secreti dalle api: miele, polline, propoli, pappa reale e, appunto, veleno (l’importante, ovviamente, è non essere allergici..).

Apiterapia, perché?
Dalle sacre scritture a recenti studi scientifici; dalla medicina ayurvedica alla farmacopea tradizionale.
Dall'alimentazione ad alcune possibili applicazioni estetiche e, soprattutto, terapeutiche: tosse e artrosi, dolori muscolari e ferite, solo per fare qualche esempio. Le api, sono con noi - e per noi - da sempre.
Pensiamo al prodotto d’alveare più diffuso: il miele. Buono da mangiare, certo. Ottimo per la tosse, suggeriscono da sempre le nonne. Eppure.. non solo.
In Europa, come riportato un articolo pubblicato su apicolturaonline.it, ci sono ospedali che utilizzano il miele per trattare grandi ustioni e ulcere e per favorire la cicatrizzazione delle ferite. L’International Wound Journal ha pubblicato uno studio, citato anche da Benessereblog, dove sono stati presi in esame pazienti che convivevano con ferite aperte. Bendaggi a base di miele hanno alleviato il dolore, in numerosi casi hanno prodotto dei miglioramenti o la completa guarigione della lesione.

Quello che vogliamo fare
Lo ribadiamo, le api sono con noi da sempre. Basta saperle osservare e studiare. Con la dovuta attenzione. La natura chiede pazienza. E rispetto. Così come l’alveare. L’apiterapia ne utilizza tutti i prodotti, e per far sì che questi non perdano le loro proprietà curative è quindi fondamentale che i produttori si attengano a dei rigidi modi di estrazione: qualsiasi forma di inquinamento, chimico ma anche termico, va evitata.
L’associazione italiana apiterapia vuole mettere a fattor comune conoscenze ed esperienze accademiche, ospedaliere e terapeutiche, per valorizzare e diffonderle; vuole parlare certo al medico, al ricercatore e all’apicoltore, divulgando le buone pratiche e contribuendo alla crescita del settore. Ma, più in generale, l’associazione italiana apiterapia ha l’obiettivo di diffondere nella maniera più chiara e ampia possibile una vera e propria api-cultura.
Dr. Aristide Colonna
Presidente Associazione Italiana Apiterapia
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MIELE E PATOLOGIE DELLA PELLE
Gli usi dermatologici del miele e dello zucchero risalgono alle prime forme di civiltà e mostrano come il miele sia stato usato fin dai tempi antichi per le sue virtù terapeutiche.

Intorno agli anni ‘70, due importanti studi (Chirife J, Herszage L, Joseph A, Kohn ES: In vitro study of bacterial growth inhibition in concentrated sugar solutions: microbiological basis for the use of sugar in treating infected wounds - Antimicrob Agents Chemother, 1983; Knutson RA, Merbitz LA, Creekmore MA, Snipes HG: Use of sugar and povidone-iodine to enhance wound healing: five year's experience - South Med J., 1981) verificarono le proprietà cicatrizzanti e antisettiche del miele e dello zucchero nei confronti di batteri patogeni per l’uomo (Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa, Klebsiella pneumoniae e Stafilococco aureo) nel trattamento di ferite infette, ulcere da decubito e infezioni post traumatiche, ottenendo percentuali di guarigione del 98-99%, contro il 90% di quelle trattate con antibiotici, ed oltretutto in tempi minori e con costi indubbiamente inferiori.

Il miele è risultato particolarmente adatto come medicazione per ferite ed ustioni anche gravi ed è stato usato per trattare casi di ptiriasi, tigna, seborrea, forfora, dermatiti da pannolino, psoriasi, emorroidi e fistole anali. Inoltre, nelle formulazioni cosmetiche, il miele esercita azioni emollienti, umettanti, lenitive e mantiene giovane la pelle ritardando la formazione di rughe (Burlando B1, Cornara L: Honey in dermatology and skin care: a review - J Cosmet Dermatol. 2013).

Uno studio in particolare ha investigato gli effetti del miele mescolato con olio d’oliva e cera d’api (sia da soli che in combinazione con steroidi ad uso topico) su pazienti con dermatiti atopiche o con psoriasis vulgaris, giungendo alle conclusioni che la mistura di miele sembra utile per trattare sia le une che le altre (Al-Waili NS: Topical application of natural honey, beeswax and olive oil mixture for atopic dermatitis or psoriasis: partially controlled, single-blinded study - Complement Ther Med. 2003).

Non tutti gli studi però concordano sulle effettive virtu’ terapeutiche del miele: ad esempio, una review a cura della Cochrane (Jull AB, Cullum N, Dumville JC, Westby MJ, Deshpande S, Walker N: Honey as a topical treatment for wounds - Cochrane Database Syst Rev. 2015) è molto cauta e ritiene che sia difficile trarre conclusioni sugli effetti del miele come trattamento topico per le ferite di natura eterogenea rispetto ad altri medicamenti. Il miele sembra guarire ustioni di medio spessore e lesioni post operatorie infettate più rapidamente dei trattamenti convenzionali, ma le evidenze sono ancora troppo basse per dare una spinta decisiva nella scelta di questo trattamento.

Infine, le ricerche di Mark Ferguson all’Università di Manchester (cit. da Feraboli F.) hanno portato alla scoperta che alcuni zuccheri possono ritardare lo sviluppo del collagene, proteina del connettivo che viene prodotta in eccesso nei cheloidi cicatriziali, pertanto si è visto che il trattamento con miele è anche preventivo della formazione dei cheloidi.

La capacità battericida e batteriostatica del miele è stata a lungo studiata: anzitutto la sua viscosità rappresenta una barriera fisica atta a prevenire le infezioni e la sua alta acidità aumenta tale capacità (ph tra 3,2 e 4,5 a seconda della sorgente botanica).
I meccanismi dell’attività antimicrobica del miele stanno appena iniziando ad essere compresi: nel passato si faceva riferimento ad un misterioso componente, detto inibina, che si è poi scoperto essere la glucoso-ossidasi, enzima che le api aggiungono al nettare nel corso della trofallassi per proteggerlo dalla proliferazione batterica mentre si trasforma in miele. Questo enzima forma piccole quantità di perossido di idrogeno, disinfettante che alle concentrazioni in cui è presente nel miele ha un effetto terapeutico privo di effetti collaterali, mentre ad alte concentrazioni danneggerebbe i tessuti.
Il miele però contiene anche altre sostanze antibiotiche, acido formico, vitamine e sali minerali, che contribuiscono ad aumentare la pressione osmotica dei tessuti, ed è proprio grazie all’osmosi che esso è in grado di richiamare acqua dalle cellule dei patogeni, che in tal modo si disidratano e muoiono. Contemporaneamente, le cellule sane del corpo umano sono invece capaci di acquisire l’acqua che gli necessita da altre zone del corpo attraverso i vasi sanguigni e linfatici, compensando così la disidratazione provocata dall’ambiente supersaturo di zuccheri. Le cellule danneggiate, non potendo usufruire di questo stesso meccanismo, vengono distrutte al pari dei batteri, cosicché alla fine del processo la zona risulta ripulita dai tessuti morti (che oltretutto sarebbero un efficace terreno di coltura per i batteri), e sterilizzata. Lo zucchero ha poi una azione eutrofizzante sui tessuti e di stimolo alla fagocitosi da parte dei globuli bianchi nei confronti dei patogeni.

Ad ogni modo, il miele tal quale non può essere usato puro sulle ferite, perché potrebbe presentare particelle che, se inglobate in una ferita, formerebbero facilmente granulomi, oppure spore pericolose che, se diluite nel liquido dei tessuti, potrebbero germinare. A tal fine, esso viene perciò sottoposto a protocolli rigorosi necessari a che il miele raggiunga la qualità medica necessaria (trattamenti con raggi gamma sterilizzanti – il calore avrebbe effetti negativi sulla capacità antibatteriche del miele - e filtratura).
a cura di Silvia Magnanimi
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PIEDE DIABETICO
L’idea dell’applicazione del miele al piede diabetico è piuttosto recente. Le ulcere diabetiche sono differenti dalle ferite tipiche perché più lente a guarire, cosa che rende il trattamento con le medicazioni topiche convenzionali un processo lungo e faticoso. Il miele ha alcune naturali e uniche caratteristiche grazie alle quali lavora effettivamente meglio sulle ferite diabetiche che su quelle normali, perché può combattere molti microrganismi coinvolti nel processo lesivo e perché possiede una attività antiossidante e di controllo dell’infiammazione. Pertanto, tra le varie alternative terapeutiche, esso può rappresentare una effettiva scelta in termini durata della cura e costi del trattamento (Alam F, Islam MA, Gan SH, Khalil MI: Honey: a potential therapeutic agent for managing diabetic wounds - Evid Based Complement Alternat Med. 2014; Mohamed H, Salma MA, Al Lenjawi B, Abdi S, Gouda Z, Barakat N, Elmahdi H, Abraham S, Hamza AH, Al Khozaei D, Al Majid S, Al Majid H, Abdini J, Al Jaber M, Al Masseh F, Al Ali AA: The efficacy and safety of natural honey on the healing of foot ulcers: a case series - Wounds. 2015).
a cura di Silvia Magnanimi
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RESISTENZA AGLI ANTIBIOTICI
Le lesioni della pelle possono essere acute o croniche. Queste ultime, che sono di origine venosa o arteriosa o sono causate da malattie metaboliche (es. ulcere del piede diabetico), rappresentano uno dei maggiori problemi di salute e il loro trattamento è spesso difficile e costoso. Entrambe vengono aggravate dalle infezioni dovute a specie microbiche spesso resistenti agli antibiotici: l’infezione crea infatti un microambiente sfavorevole all’angiogenesi e conduce ad ulteriore necrosi del tessuto grazie al rilascio di endotossine e proteasi batteriche, che demoliscono la sostanza fondamentale (componente acellulare del tessuto connettivo). Il rapido sviluppo della resistenza dei microrganismi agli antibiotici, dovuto all’uso generalizzato e indiscriminato di questi (per es. anche negli allevamenti intensivi come anabolizzante), è un grosso problema che coinvolge globalmente la salute e rende necessario lo sviluppo di trattamenti alternativi.Il miele è stato riesaminato sia per la sua ampia attività antibatterica, sia per l’incapacità dei batteri di sviluppare una resistenza ad esso. Fino ad oggi infatti nessun esperimento ha visto la formazione di ceppi batterici divenuti resistenti al trattamento con miele, diversamente da quanto accade da sempre con gli antibiotici.
L’azione del miele è comunque ben più ampia di quella di un semplice battericida, perché esso agisce sulla formazione del biofilm batterico. La formazione di un biofilm impedisce agli antibiotici di penetrare nel tessuto per svolgere l’azione terapeutica che permetterebbe alle ferite di rimarginarsi, cosicché esse si cronicizzano. Il miele sarebbe in grado di distruggere questa pellicola favorendo e accelerando così il processo di guarigione (Maddocks SE, Jenkins RE Honey: a sweet solution to the growing problem of antimicrobial resistance? - Future Microbiol. 2013).
In passato sono stati compiuti numerosi studi ma hanno sempre usato mieli non ben caratterizzati in termini di qualità e quantità di componenti antibatterici presenti, rendendo così difficile stabilire l’efficacia del miele come agente antibiofilm nel trattamento delle lesioni croniche.
In uno studio del 2014 è stata esaminata una gamma di mieli neozelandesi del tipo Manuka (Leptospermum scoparium), dei quali sono stati ben definite le quantità di metilgliossale (MGO), antibatterico potentissimo e cicatrizzante, e di perossido di idrogeno presenti, che possono eradicare il biofilm creato da vari ceppi di Staphylococcus aureus, molto meglio di altri trattamenti. Ma come per il perossido di idrogeno, le quantità di MGO presenti sono troppo basse per essere efficaci da sole, per cui si è pensato a una qualche forma di sinergia tra i vari principi attivi e si definisce UMF (Unique Manuka Factor) il particolare potere battericida di questi mieli, il cui valore fa riferimento alla percentuale di fenolo in soluzione che abbia lo stesso potere battericida. Il miele di Manuka agisce contro numerosi ceppi batterici tra cui anche Streptococchi, Pseudomonas aeruginosa, ma anche batteri antibiotico resistenti come Methicillin-resistant Staphylococcus aureus (MRSA) e Enterococco Vancomicina-resistente (VRE) (Hayashi K, Fukushima A, Hayashi-Nishino M, Nishino K: Effect of methylglyoxal on multidrug-resistant Pseudomonas aeruginosa - Front Microbiol. 2014; Lu J, Turnbull L, Burke CM, Liu M, Carter DA, Schlothauer RC, Whitchurch CB, Harry EJ: Manuka-type honeys can eradicate biofilms produced by Staphylococcus aureus strains with different biofilm-forming abilities - PeerJ. 2014).
a cura di Silvia Magnanimi
2.Intervista al dott. Aristide Colonna, presidente dell’Associazione Italiana di ApiTerapia


Intervista al dott. Aristide Colonna, presidente dell’Associazione Italiana di ApiTerapia
Pubbilcata sulla rivista Apitalia
Per Apitalia mi occupo solitamente di temi relativi alla salute dell’ape e dell’alveare, questa volta però vorrei proporre ai lettori un’intervista di argomento differente, affrontando il delicato e misconosciuto tema dell’apiterapia, ovvero delle possibili (e dimostrate scientificamente) proprietà terapeutiche dei prodotti dell’alveare rispetto alla salute umana. Come d’abitudine, lo faremo supportando le nostre affermazioni con dati scientifici, dimostrando peraltro, ancora una volta, come la scienza, nelle sua varie declinazioni (biologia, medicina, farmacologia etc) sia tutt’altro che ostile alla valorizzazione e alla salvaguardia di Apis mellifera, ovvero l’ape da miele comunemente allevata dall’uomo per ricavarne prodotti per l’alimentazione e, scopriremo, anche per la salute umana.



Come noto, specialmente agli addetti ai lavori, l’Italia vede la presenza di numerose aziende apistiche, specialmente di piccole e medie dimensioni, e di diversi hobbisti, impegnate in un sempre più complesso e duro lavoro in un Paese come il nostro in cui la cultura apistica è quasi a zero. Il consumo di miele pro capite in Italia, come spesso segnalato da questa rivista nelle sue campagne di informazione, è uno dei più bassi in Europa e nel mondo, e gli altri prodotti dell’alveare seguono a ruota, con un mercato di nicchia che stenta ad aprirsi e decollare con più ampio respiro. Il declino delle api negli ultimi anni è al centro di un dibattito ecologico che ha reso più popolari alcune problematiche correlate al suo allevamento, ma nonostante questo gli apicoltori traggono pochi vantaggi dal parlare di api senza un’adeguata informazione dei benefici offerti dai prodotti dell’alveare per l’alimentazione e la salute dell’uomo. A dimostrazione di quanto sto dicendo, se nel nostro Paese qualcuno ponesse domande sull’apiterapia, otterrebbe in risposta degli sguardi confusi e molti silenzi imbarazzati. Eppure l’apiterapia è una realtà consolidata e diffusa in diversi Paesi europei, sia occidentali che orientali (Russia, Romania, Francia, Svizzera e Spagna ad esempio), oltreché nelle Americhe, e lo è non in virtù della fiducia accordata ai “rimedi della nonna”, ma sulla base di innovative ricerche mediche.

A colmare un vuoto, è intervenuta recentemente la fondazione della Associazione Italiana di ApiTerapia, fondata e presieduta dal Dott. Aristide Colonna. Questa associazione nasce allo scopo di divulgare ai medici, agli operatori del settore del naturale e al pubblico la conoscenza e la pratica dell’apiterapia in Italia. L'obiettivo è quello di creare un network di medici, apicoltori, ricercatori, operatori del benessere e persone interessate allo sviluppo e alla pratica dell’apiterapia. Parliamo di questa nuova iniziativa direttamente con il suo presidente e fondatore:
  • Dott. Colonna, come nasce il suo interesse medico per l’apiterapia e perché, a suo avviso, questa realtà, seppur fondata su evidenze cliniche, è sconosciuta se non osteggiata in Italia anche da parte di operatori del mondo apistico?
  • Dopo molti anni di attività professionale nella cura dei pazienti come medico di famiglia , alcuni anni fa , in occasione di un congresso in Spagna fui attratto dai risultati ottenuti in campo dermatologico con l’applicazione del miele su lesioni cutanee molto gravi . Da li il mio interesse è cresciuto sempre più verificando clinicamente che l’integrazione della medicina moderna con quella naturale potesse far raggiungere risultati eccezionali e in più breve tempo. Dopo numerosi corsi, congressi e tavole rotonde con colleghi di altre nazioni , mi sono fatto convincere a far conoscere anche in Italia l’apiterapia, da considerare a tutti gli effetti un’integrazione alla medicina moderna ed uno strumento in più per i medici per giungere a risultati veramente sorprendenti. Agli apicoltori si deve far comprendere che tutti i prodotti dell’alveare possono essere utilizzati in apiterapia e sono tantissimi quelli con cui abbiamo già istaurato un ottimo rapporto di collaborazione.

  • Quali sono gli obiettivi nel breve e lungo periodo dell’Associazione e quali gli strumenti pensati per realizzarli?
  • Elemento fondamentale per l’associazione in questa prima fase è farsi conoscere come tale e quindi illustrare i benefici dell’apiterapia. Questo sta avvenendo grazie alla diffusione che stiamo facendo attraverso i vari canali di social network ma soprattutto con una nuova visione dell’apiterapia, facendola uscire dalla considerazione di “rimedio della nonna “ e impostandola su criteri più scientifici. Già da prima che fondassimo l’associazione il mio obiettivo è stato quello di entrare nell’ambito di alcune università italiane dove erano attive ricerche su alcuni prodotti dell’alveare per sviluppare una collaborazione. Con mio grande rammarico , ho potuto verificare che numerosi dipartimenti di ricerca sono completamente isolati nelle loro sperimentazioni e spesso i lavori eccellenti a cui tali ricerche portano hanno un carattere puramente accademico. Uno dei lavori che sta facendo l’associazione è quello di coordinare tali lavori per cercare di far interagire i diversi dipartimenti tra di loro. Con grande sorpresa sto verificando che sempre più università si stanno unendo a questo nostro progetto. Uno degli obiettivi a cui tendiamo particolarmente è il riconoscimento, da parte della farmacopea italiana, di alcuni prodotti dell’alveare per la terapia sull’uomo e sugli animali, come già avvenuto in Germania per il polline e in Ecuador per tutti i prodotti dell’alveare.

  • Il miele è senza ombra di dubbio il prodotto dell’alveare più diffuso. Dal punto di vista medico, cosa ci può dire in proposito?
  • La parola miele sembra derivare dall’ittita “ melit “ e per millenni ha rappresentato l’unico alimento zuccherino concentrato disponibile. Oggi è considerato un ottimo alimento per tutti e per gli sportivi in particolare. E’ composto da : glucosio, fruttosio, acqua e polline, gli zuccheri sono presenti in quantità variabile, in media intorno al 70- 80%. La presenza di fruttosio dona al miele un potere dolcificante superiore allo zucchero raffinato ma anche una fonte d’energia che il nostro organismo può sfruttare più a lungo. Infatti, per essere utilizzato, deve essere prima essere trasformato in glucosio e quindi in glicogeno: il “ carburante” dei nostri muscoli. Il miele è dunque consigliabile agli atleti prima di iniziare un’attività fisica, grazie anche all’apporto calorico di circa 300 calorie per 100 gr. Lo zucchero raffinato, rispetto al miele, contiene invece saccarosio, che è un disaccaride composto da glucosio e fruttosio ed è privo di vitamine e oligoelementi presenti nel miele (rame, ferro , iodio , manganese , silicio , cromo , vitamine : A , E , K , C, complesso B ; derivati dell’acido caffeico ; enzimi e sostanze battericide ( acido formico ) e antibiotiche ( germicidina ): queste ultime categorie di sostanze permettono in particolare al miele di essere conservato a lungo e ne giustificano l’utilizzo come disinfettante naturale. Sono presenti tracce di olii volatili, da cui dipendono le proprietà organolettiche. L’azione antibatterica è nota da tempo ed è dovuta alla sua elevata concentrazione zuccherina ed al pH acido. Grazie alla glucosidasi, enzima inattivo nel miele puro ma che in soluzione si attiva, il glucosio si trasforma in acido gluconico e acqua ossigenata. I meccanismi d’azione del miele quindi sono due: aumentare la capacità di eliminare i batteri attraverso l’aumento del processo di fagocitosi dei globuli bianchi e, tramite un processo meccanico di “osmosi“, determinare la disidratazione della membrana citoplasmatica dei batteri. E’ ovvio che tutti questi meccanismi li ritroviamo in un miele sano a cui non sono state apportate particolari “ trasformazioni “ chimico-fisiche .

  • Venendo invece agli altri prodotti, in primis il polline “fresco” o il veleno, ultimamente di notevole interesse, cosa potrebbe dire ai nostri lettori per evidenziarne le virtù curative?
  • Come per il miele, anche il polline fresco ha capacità nutrizionali e curative. Non mi dilungo sui caratteri chimico-fisici di questo eccezionale prodotto, evidenzio solo l’importanza di utilizzarlo fresco in modo da coglierne tutte le proprietà energizzanti per lo sportivo e curative, soprattutto per l’azione antiedemigena e antinfiammatoria per esempio in caso di l’ipertrofia prostatica benigna. Per il veleno si stanno aprendo nuovi confini applicativi, conosciuto da secoli soprattutto tra gli apicoltori più frequentemente punti dalle api, per le sue azioni antidolorifiche nei processi osteoartrosici. Oggi studi nell’ambito oncologico stanno dimostrando l’azione antineoplastica di alcune frazioni che costituiscono il veleno d’ape, in particolare la mellitina. Credo sia opportuno trattare di questi ampi argomenti con maggior attenzione, spero in altre interviste.

  • L’Associazione Italiana di ApiTerapia punta molto sull’aspetto formativo, che intende sviluppare attraverso corsi rivolti anzitutto a medici, operatori del benessere e apicoltori. In effetti, la presenza di numerose “leggende” o false informazioni sulle proprietà curative dei prodotti dell’alveare ostacola non poco, anzi addirittura danneggia, la presa di coscienza delle proprietà terapeutiche dimostrate in sede scientifica e quindi oggettive. Quali iniziative sono previste per il 2016?
  • Come accennavo all’inizio uno degli scopi della associazione è far conoscere le possibilità curative dei prodotti dell’alveare e di creare un rapporto sempre più collaborativo con gli apicoltori, per questo stiamo lavorando alla creazione del primo corso nazionale di apiterapia che si terrà nei primi mesi del 2016.

  • Perché avvicinarsi alla realtà dell’apiterapia? E soprattutto, cosa questa realtà può offrire agli apicoltori sia in termini di crescita professionale che commerciale?
  • La realtà dell’apiterapia è sicuramente una possibilità che non dovrebbero perdere gli apicoltori in quanto gli mette a disposizione la possibilità di aumentare il loro reddito semplicemente lavorando su nuovi prodotti dell’alveare che manipolano tutti i giorni ma che non sono trattati per il loro valore aggiunto. In questo modo anche in Italia avremo delle vere e proprie “farmacie del naturale“ a cui i numerosi spero apiterapeuti possano attingere .
Biblioteca
EVIDENZE CLINICHE
ARTICOLI
Tosse, raffreddore, bruciore di stomaco… piccoli fastidi o lievi disturbi che possono essere affrontati con i prodotti in automedicazione, tra questi sono fondamentali i prodotti delle api che con il loro utilizzo vanno a lenire numerose patologie cosiddette semplici, in questa sezione ti suggeriamo come possono essere utilizzati. Se i sintomi si prolungano consultate il vostro medico di famiglia.
I consigli riportati in queste pagine non vogliono e non devono sostituire il medico nella diagnosi e nella scelta della cura più appropriata. I suggerimenti si riferiscono alla prevenzione o al trattamento di lievi disturbi nella certezza di avere escluso patologie gravi.
- Fonte per i contenuti riportati: Apiterapia - Autore: Cristina Mateescu - MIR Edizioni –
ACNE
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Un cucchiaino di miele millefiori + una patata grattugiata finemente (circa mezzo bicchiere), si mescolano i due componenti e si applica su una garza in uno strato abbastanza spesso. Si applica la garza e si lascia in posizione per minimo 2 ore. Le garze possono essere cambiate più volte al giorno. La notte si può applicare un unguento al propoli.
AFTE
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  • Soluzione analcolica di propoli in concentrazione fra il 2 e il 6%. 3-4 applicazioni al giorno.
  • Tamponamenti locali con soluzione analcolica di propoli al 20% per 2 giorni.
ANEMIA
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Per il suo alto valore nutritivo il polline può essere un coadiuvante in caso di anemia, è uno stimolante del sistema emopoietico.
Offre buoni risultati soprattutto in caso di anemie conseguenti a uremie, epatiti, nefropatie, insufficienza renale, malattie gastrointestinali o radioterapia.
Anche il pane delle api contiene dei fattori antianemici (ferro, vit. gruppo B e vit. C), facilita l’assorbimento del ferro e può essere un coadiuvante nel trattamento di anemie ferroprive e di quelle ipocromiche.
La pappa reale ha invece un’azione eritropoietica.
ARTRITE
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3 cucchiai di miele + 1 cucchiaino di polline al mattino a colazione
Punture con veleno d’api.
ARTRITE REUMATOIDE
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Iniezioni di veleno d’api.
Per prevenire l’anemia che spesso può essere concomitante in questo tipo di patologia si raccomanda la somministrazione di una miscela di miele + polline + propoli.
BRONCHITE
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Un cucchiaio di polline al giorno più miscelare in un cucchiaino di miele:
Soluzione alcolica di propoli al 20%, 5-7 gocce, tre volte al giorno
oppure
Tintura di propoli al 10%, 30 gocce 3 volte al giorno
oppure
Tintura di propoli al 30%, 10 gocce 3 volte al giorno
Per i bambini dimezzare le dosi della propoli.
CALCOLI RENALI E VESCICALI
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100 gr di miele + limone (un bicchiere di succo), assunto per via orale 2 volte al giorno. Si raccomanda inoltre di bere molta acqua e di evitare di consumare troppi condimenti, zucchero, tabacco, carne, alcool.
CICATRIZZAZIONE FERITE
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  • Applicazioni locali di miele di alto grado di purezza
  • Oppure preparare un unguento con 80 gr di miele + 20 gr di burro di cacao e applicare localmente
CISTITE
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100 gr di miele + limone (un bicchiere di succo), assunto per via orale 2 volte al giorno. Si raccomanda inoltre di bere molta acqua e di evitare di consumare troppi condimenti, zucchero, tabacco, carne, alcool.
COLECISTITE
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20 gr di polline fresco al giorno mezz’ora prima dei pasti per 20 giorni.
COLITE
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20-30 gr di polline fresco al giorno fino alla scomparse dei sintomi.
Oppure usare la seguente preparazione: si sciolgono 180 gr di miele in 800 ml di acqua portata prima ad ebollizione e poi raffreddata a temperatura ambiente. A questa soluzione si aggiungono 50 gr di pane delle api e si lascia fermentare a temperatura ambiente per qualche giorno. Se ne assumono 2/3 di bicchiere circa 15 minuti prima dei pasti per 6 settimane.
CONVALESCENZA
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1 cucchiaino di pane delle api al mattino per 15 giorni
1 cucchiaio di polline al mattino per 15 giorni
DIABETE
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La pappa reale (grazie alla presenza di un peptide “insulin like”) e la propoli (azione a livello delle isole del Langerhans nel pancreas che sono stimolate a produrre più insulina) possono contribuire a lungo termine a produrre un calo della glicemia.
La somministrazione di propoli è in grado di portare alla diminuzione della dose giornaliera di insulina (sempre sotto controllo medico).
  • Pappa reale liofilizzata 1 gr al giorno ai pasti per 2-5 mesi
  • Polline + pappa reale prima di colazione per 21 giorni
  • Estratto di propoli al 30%, 10 ml al giorno in cicli di 7 giorni
DIARREA
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Il miele è utile per le diarree di origine batterica.
250 ml di acqua con 4 grandi cucchiai di miele al giorno (attenzione in caso di diabete).
DIETA
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Il miele, per la sua disponibilità immediata di energia senza influire sulla glicemia, può soddisfare il desiderio di dolci e dare il senso di sazietà per tante ore.
Il polline invece che è ipocalorico (2 cucchiai = 90 calorie) contiene il 15% di lecitina che ha il ruolo di normalizzare il metabolismo dei grassi. Inoltre grazie al suo contenuto in fenilalanina ha la proprietà di ridurre l’appetito.
DIMINUZIONE DELLA VISTA
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Pappa reale fresca 300 mg al giorno per 2 per mesi
Oppure pappa reale liofilizzata 50 mg al giorno per 2 mesi.
DOLORI CRONICI
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L’utilizzo del veleno d’api per il trattamento di dolori cronici ha dato risultati incoraggianti in numerosi studi clinici. L’apitossina del veleno favorisce la diminuzione del dolore e di solito non provoca effetti collaterali.
Anche la somministrazione di propoli per via interna può diminuire i dolori cronici grazie alla sua forte azione anestetica e antinfiammatoria.
DUODENITE
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20 gr di polline fresco al giorno frazionati in 3 riprese, 20-30 minuti prima dei pasti per 20 giorni.
ECZEMA
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Applicazioni locali di pappa reale.
EPATITE CRONICA
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(e convalescenza post epatite)
10 gr di polline fresco 3 volte al giorno dopo i pasti principali per 90-180 giorni.
Oppure 10 gr di pane delle api 3 volte al giorno dopo i pasti principali per circa 30 giorni.
FERITE INFETTE
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  • Garze sterili imbevute di miele di alto grado di purezza
  • Unguento con propoli (bendaggi imbevuti nell’unguento e cambiati giornalmente)
FLORA INTESTINALE (DISBIOSI)
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Il miele ha un’influenza positiva sul corretto sviluppo della flora batterica intestinale, ha anche un’azione batteriostatica e battericida su alcuni germi del gruppo dei colibacilli e delle salmonelle.
Il miele non fermenta nell’intestino, viene facilmente assimilato e riduce il rischio di flatulenze e gonfiori.
GASTRITE CRONICA
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20 gr di polline fresco al giorno frazionati in 3 riprese, 20-30 minuti prima dei pasti per 20 giorni.
IMPOTENZA
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  • Polline fresco 2 cucchiai al giorno per 2-3 mesi
  • Apipuntura con veleno d’api vive, per 7 giorni, nei punti di agopuntura del meridiano del rene R-2(rangu) e R-3 (taixi)
  • Integrare l’alimentazione con pane delle api e pappa reale.
INFEZIONI URINARIE
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Propoli in capsule da 100 mg, 3 capsule 3 volte al giorno per 10 giorni, poi 2 capsule 3 volte al giorno per i seguenti 20 giorni e per tutto il resto dell’anno continuare con 1 capsula 3 volte al giorno. In questo modo si eviteranno le recidive.
INTERTRIGO
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Questa infiammazione abbastanza frequente nei bambini che provoca infiammazione della pelle a livello delle pieghe cutanee, può essere un semplice arrossamento o un eczema.
Un unguento a base di propoli elimina il prurito e accelerare la rigenerazione delle lesioni cutanee.
IPERTROFIA PROSTATICA BENIGNA
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Polline, 2 cucchiai al giorno (mattina e sera) + miele con pappa reale e polline al 5%. Il trattamento non esclude la terapia farmacologica.
LESIONI APERTE NEI DIABETICI
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  • Applicazioni locali di estratto di propoli o una crema contenente propoli al 20%
  • Applicazioni di miele di alto grado di purezza dopo aver lavato la lesione con soluzione fisiologica.
MAL DI GOLA
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Un cucchiaio di polline al giorno più miscelare in un cucchiaino di miele:
Soluzione alcolica di propoli al 20%, 5-7 gocce, tre volte al giorno
oppure
Tintura di propoli al 10%, 30 gocce 3 volte al giorno
oppure
Tintura di propoli al 30%, 10 gocce 3 volte al giorno
Per i bambini dimezzare le dosi della propoli.
MEMORIA
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Per i disturbi della memoria può essere utile l’assunzione di pappa reale + polline per lunghi periodi.
Molti lavori scientifici hanno dimostrato l’efficacia della pappa reale nel prevenire un prematuro insorgere dell’indebolimento della memoria.
Il polline e il pane delle api rallentano il processo di invecchiamento che spesso sta all’origine della causa della perdita di memoria.
MENOPAUSA
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1 cucchiaio di polline al mattino per lunghi periodi.
L’apiterapia può essere un aiuto naturale per combattere i disturbi tipici della menopausa.
Il polline può migliorare e stabilizzare l’umore in quanto contiene flavoni e fitosteroli che in parte possono compensare il deficit di estrogeni.
Sintomi come caldane e irritabilità si attenuano durante il periodo di assunzione i polline.
PARKINSON
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Sono stati ottenuti risultati interessanti somministrando pappa reale in associazione alla terapia farmacologica.
PERDITA DI APPETITO
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  • Per 1 mese 900-1200 mg di pappa reale fresca sublinguale oppure 300-400 mg di pappa reale liofilizzata.
  • Per 3 mesi polline fresco, 1 cucchiaino a colazione in un bicchiere di spremuta d’arancia e 1 cucchiaino di miele

Si risveglia la voglia e il desiderio di mangiare senza determinare aumento di peso. Utile in caso di convalescenza e in anziani defedati.
PERIARTRITE
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Iniezioni di veleno d’api.
PIAGHE DA DECUBITO
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Un cucchiaino di miele millefiori + una patata grattugiata finemente (circa mezzo bicchiere), si mescolano i due componenti e si applica su una garza in uno strato abbastanza spesso. Si applica la garza e si lascia in posizione per minimo 2 ore. Le garze possono essere cambiate più volte al giorno. La notte si può applicare un unguento al propoli.
PREMATURI
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La pappa reale può essere efficace per stimolare lo sviluppo di bambini prematuri in quanto migliora l’assimilazione intestinale delle sostanze nutritive.
PSORIAISI
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Applicare sulle parti interessate una tintura di propoli al 3-5%
RAFFREDDORE
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40 gocce di tintura di propoli al 30% 3 volte al giorno miscelata in un cucchiaino di miele.
SCLEROSI MULTIPLA
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Iniezioni di veleno d’api nel corso di più mesi.
Parallelamente è necessario un trattamento dietetico ed esercizio fisico regolare.
SEBORREA
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Fare un decotto con crusca di grano (1 parte di crusca e 5 di acqua). Aggiungere a questo un cucchiaino di tintura di propoli al 30-40% e un cucchiaino di miele. Frizionare la cute o il cuoio capelluto con questo miscuglio.
STANCHEZZA OCULARE
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1 cucchiaino di miele in un infuso di foglie di Eucalipto 3 volte al giorno per 2 mesi.
STERILITA’ PER IPOSPERMIA
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2 cucchiai al giorno di polline fresco per 2-3 mesi.
TIROIDE
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La propoli grazie alle sue proprietà immunomodulatorie può dare risultati positivi nel trattamento della tiroidite autoimmune e porta ad un numero consistente di guarigioni nei soggetti che soffrono di gozzo. In entrambi i casi la propoli può portare alla riduzione del trattamento farmacologico.
E’ raccomandata l’aggiunta di polline o pane delle api nella dieta di persone che soffrono di un problema tiroideo per mancanza di iodio in quanto contengono questo elemento, la triade iodio-tirosina-metionina fa parte della composizione del polline e del pane delle api.
TOSSE
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Un cucchiaio di polline al giorno più miscelare in un cucchiaino di miele:
Soluzione alcolica di propoli al 20%, 5-7 gocce, tre volte al giorno
oppure
Tintura di propoli al 10%, 30 gocce 3 volte al giorno
oppure
Tintura di propoli al 30%, 10 gocce 3 volte al giorno
Per i bambini dimezzare le dosi della propoli.
TRACHEITE
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Un cucchiaio di polline al giorno più miscelare in un cucchiaino di miele:
Soluzione alcolica di propoli al 20%, 5-7 gocce, tre volte al giorno
oppure
Tintura di propoli al 10%, 30 gocce 3 volte al giorno
oppure
Tintura di propoli al 30%, 10 gocce 3 volte al giorno
Per i bambini dimezzare le dosi della propoli.
ULCERE ALLE GAMBE
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Impacchi di propoli al 20-30% in olio di girasole con una garza sterile.
Applicare soluzioni diluite di tintura di propoli al 5-6%
Unguento con propoli
ULCERA GASTRICA E DUODENALE
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Polline fresco 1 cucchiaino 3 volte al giorno miscelato con il miele in parti uguali.
Se l’acidità è bassa: polline e miele sciolto in acqua fredda prima dei pasti
Se l’acidità è elevata: polline e miele sciolto in acqua calda circa un’ora e mezza/due prima dei pasti.
USTIONI di I° e II° grado
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Un cucchiaino di miele millefiori + una patata grattugiata finemente (circa mezzo bicchiere), si mescolano i due componenti e si applica su una garza in uno strato abbastanza spesso. Si applica la garza direttamente sull’ustione e si lascia in posizione per minimo 2 ore. Le garze possono essere cambiate più volte al giorno. La notte si può applicare un unguento al propoli.
CONSIGLI
DALLE API
ACNE
AFTE
ANEMIA
ARTRITE
ARTRITE REUMATOIDE
BRONCHITE
CALCOLI RENALI E VESCICALI
CICATRIZZAZIONE FERITE
CISTITE
COLECISTITE
COLITE
CONVALESCENZA
DIABETE
DIARREA
DIETA
DIMINUZIONE DELLA VISTA
DOLORI CRONICI
DUODENITE
ECZEMA
EPATITE CRONICA
FERITE INFETTE
FLORA INTESTINALE (DISBIOSI)
GASTRITE CRONICA
IMPOTENZA
INFEZIONI URINARIE
INTERTRIGO
IPERTROFIA PROSTATICA BENIGNA
LESIONI APERTE NEI DIABETICI
MAL DI GOLA
MEMORIA
MENOPAUSA
PARKINSON
PERDITA DI APPETITO
PERIARTRITE
PIAGHE DA DECUBITO
PREMATURI
PSORIAISI
RAFFREDDORE
SCLEROSI MULTIPLA
SEBORREA
STANCHEZZA OCULARE
STERILITA’ PER IPOSPERMIA
TIROIDE
TOSSE
TRACHEITE
ULCERE ALLE GAMBE
ULCERA GASTRICA E DUODENALE
USTIONI di I° e II° grado
Eventi E Corsi
In questa sezione troverete aggiornamenti sulle attività, eventi e corsi, organizzate dall’Associazione.

CORSO BASE DI APITERAPIA - aperto a medici, apicoltori e operatori del benessere (farmacisti, erboristi, naturopati…), tratta dei principi di Apiterapia, delle caratteristiche che ogni prodotto dell’alveare deve avere per un corretto e sicuro utilizzo e quali sono i disturbi e le patologie che possono essere trattati con tutti i prodotti delle api compreso l’uso del veleno. Al termine del corso viene rilasciato un attestato di partecipazione.

CORSO AVANZATO DI APITERAPIA - aperto ai medici che vogliono approfondire la pratica dell’apipuntura. Possono partecipare anche apicoltori (o altre figure professionali) in coppia con un medico, con l’obiettivo di impostare in modo ottimale l’equipe che praticherà l’apipuntura.

Sono previsti anche degli STAGE DI APPROFONDIMENTO su argomenti specifici come per esempio la cura delle ferite o il massaggio col miele.

Calendario Corsi     Prossimi Eventi
DIVENTA SOCIO
Scarica la documentazione per diventare socio  
PERCHE’ DIVENTARE SOCI

  • Contribuire ad espandere la coscienza etica degli individui al fine di godere di un pianeta più sano
  • Contribuire ad incentivare l’uso dei prodotti delle api secondo i canoni di un’apicoltura responsabile
  • Contribuire ad aumentare lo scambio di informazioni fra ricercatori, medici e pazienti per aumentare le conoscenze nel settore
  • Per i medici
    • Possibilità di fare corsi ed implementare il proprio bagaglio terapeutico (accesso ai corsi base e avanzato fino all’utilizzo del veleno nel trattamento di numerose patologie)
    • Visibilità attraverso il sito e gli eventi creati dall’associazione
    • Rimanere aggiornati sulla materia
  • Per gli operatori del benessere
    • Possibilità di fare corsi ed implementare il proprio bagaglio terapeutico (accesso al corso di base)
    • Visibilità attraverso il sito e gli eventi creati dall’associazione
    • Rimanere aggiornati sulla materia
  • Per i pazienti
    • Possibilità di entrare in contatto con apiterapeuti
    • Possibilità di acquistare i prodotti della api presso punti vendita convenzionati
    • Possibilità di conoscere i produttori che seguono un’apicoltura responsabile
  • Per gli apicoltori
    • Possibilità di confrontarsi con una nuova realtà che sta crescendo
    • Possibilità di nuove fonti di reddito attivando una parte della produzione secondo canoni adatti all’apiterapia
    • Visibilità presso tutti i soci
  • Per i ricercatori
    • Possibilità di entrare in contatto e confrontarsi con altre realtà italiane che stanno conducendo studi e ricerche sull’argomento per dare all’apiterapia dei fondamenti sempre più clinici e creare nuovi protocolli di ricerca.
SOCIO ORDINARIO quota associativa annuale € 10,00
SOCIO SOSTENITORE quota associativa annuale € 20,00 o più
SOCIO APICOLTORE quota associativa annuale € 40,00 (visibilità sul sito dell’associazione)
Chi è già socio, per rinnovare la quota annuale deve solo inviare per email la ricevuta del bonifico a segreteria@apiterapiaitalia.com.

COME DIVENTARE SOCI ORDINARI O SOSTENITORI
  • Scarica la documentazione  
  • Compila il modulo
  • Fai il bonifico per la quota associativa, IBAN: IT20T0503403212000000200115
  • Invia il modulo compilato e la ricevuta del bonifico per email a segreteria@apiterapiaitalia.com
  • Una volta accettata la tua domanda riceverai per posta la tessera dell’associazione.


COME DIVENTARE SOCI APICOLTORI

Inviare una mail a info@apiterapiaitalia.com dichiarando l’interesse ad associarsi per avere la visibilità sulla pagina del sito dedicata agli apicoltori, in questa pagina web saranno riportati i riferimenti delle aziende ed una breve descrizione delle attività. Inviare anche una presentazione della propria azienda. Riceverete in seguito il modulo specifico e le istruzioni per procedere all’iscrizione come soci apicoltori.

Per ogni informazione inviare una mail a info@apiterapiaitalia.com o telefonare allo 3331075603.
Contatti
Associazione Italiana ApiTerapia
Sede legale Mazzano Romano (RM)
Atto registrato a Roma il 21/1/2015 N.758 Serie 1T
Codice Fiscale 97830040586

  +39 333 1075603 - +39 340 3819219
 info@apiterapiaitalia.com
  • Per favore inserire un nome
  • Per favore inserire un indirizzo E-mail
    Per favore inserire un indirizzo E-mail valido
  • Per favore inserire un messaggio

Clicca sulla tua regione e scopri gli apicoltori, soci dell’Associazione Italiana Apiterapia, presso i quali potrai rivolgerti per acquistare i prodotti dell’alveare.
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AZIENDA AGRICOLA BEE BIO di Alexandra Moretti

Via Corone,6 - 33010 Cassacco (UD)
+39 3403275586
alexandramoretti86@gmail.com
www.beebio.it

Zona di Produzione: Medio Alto Friuli (Cassacco, Pradielis, Platischis)
Prodotti: miele, polline, papa reale, Api regine di razza carnica.
Descrizione: BEE BIO è una piccola e giovane Azienda Agricola ad indirizzo biologico e conduzione familiare, posizionata al centro del Friuli Venezia Giulia, in una zona verdeggiante e collinare. Per noi, Alexandra e Claudio, lavorare con le Api è un onore ed un impegno etico. Conoscerle, rispettarle e aiutarle in questi anni per loro pieni di difficoltà, una scelta di vita. BEE BIO pone al vertice delle sue priorità la Salute e la Salvaguardia delle Api. Il loro Benessere nel senso più completo ed olistico del termine, è sinonimo di vitalità e di efficienza.


I DONI DELL’APE di Michela Nola e famiglia

Via Soncini, 133 - Trieste
+39 3408404698
michin69@gmail.com

Zona di Produzione: Gropada (Trieste)
Prodotti: miele, polline, api regine razza carnica/ligustica
Descrizione dell'attività: I Doni dell’Ape è una piccola realtà a conduzione famigliare nata dalla passione di Michela e Fabio per queste meravigliose creature, coadiuvati dai figli marco, Enea e Sara. L’azienda ha il suo apiario principale a Gropada, un paesino sul carso triestino ai piedi del Monte dei Pini in una zona ancora incontaminata e lontana dal traffico e dal caos della città. Da quest’anno abbiamo iniziato l’iter per la certificazione biologica.

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ROMA

AZIENDA AGRICOLA BIO COLLINE DI VEIO

Via Formellese 171 – 00123 Roma
+39 3395391132
atir.france@gmail.com    ritafranceschini@libero.it
www.collinediveio.com

Zona di Produzione: Parco di Veio (Roma Nord), Monti Reatini (Antrodoco)
Prodotti: Miele Millefiori, Millefiori di Montagna, Castagno, Propoli alcolica (tintura madre) Mielepropoli (propoli naturale), miele con cera di opercolo, miele in favo, polline, pane d'api e altri prodotti dell'alveare.
Descrizione dell'attività: L'Azienda opera dal 1998, ha conseguito numerosi attestati di qualità ed è certificata Bio dal 2009. L'Apiario principale è situato nel Parco di Veio tra verdi e fiorenti colline ai margini di un boschetto lungo l'antica via di raccordo dalla porta Nord-Ovest della vecchia città di Veio alla Cassia.


APICOLTURA MONTE SORATTE di Elisabetta Ortolani

Via Ezio Capelli – Sant'oreste (RM)
+39 3339141374
elisabettaoro@gmail.com
Facebook

Zona di Produzione: territorio del Monte Soratte
Prodotti: miele millefiori, melata, polline fresco, propoli, pappa reale.
Descrizione dell'attività: la nostra azienda si trova sui pendii del Monte Soratte ed i nostri apiari sono collocati in zone lontane da fonti di inquinamento. L’intero processo produttivo avviene nel nostro laboratorio autorizzato dalla ASL e dall’istituto di Certificazione Etica e Ambientale (ICEA) mediante il sistema di controllo HACCP.

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AZIENDA BEENESSERE di Angelo Zucchini

Via Pio XII, 4 - Buscate (MI)
+39 3405420159
angelobee63@gmail.com

Zona di Produzione: Parco del Ticino e AltoMilanese
Prodotti: Miele, polline, pappa reale, api regine.
Descrizione dell'attività: Beenessere vuole essere un'azienda improntata sulla salute dell'uomo in modo naturale, ed anche sulla salute delle api. Oltre a svolgere un’apicoltura consapevole da 4 anni pratico con vivo interesse e soddisfazione l'apipuntura, appresa dal Cav. Elio Galli, stretto collaboratore del Dott. Grosso, entrambi pionieri dell'apipuntura in Italia e attualmente in pensione. Tutto nel massimo rispetto per questo piccolo ed indispensabile insetto a cui è legata tutta l'esistenza.

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BACENO (VB)

APICOLTURA PRINA
di Prina Giacomo

Via Roma 11 - 28861 Baceno (VB)
+39 349 3560540
apicoltura.prina@tiscali.it
www.facebook.com/apicolturaprina

Zona di Produzione: Valle Antigorio e Formazza, Parco Naturale Veglia Devero, Lago Maggiore (PIEMONTE e LOMBARDIA)
Prodotti: Miele di Rododendro, Tiglio, Castagno, Millefiori, Acacia, Melata, Prodotti dell'Alveare (Polline, Propoli e Pappa Reale)
Descrizione: Apicoltura Prina, Passione Naturale. Vive grazie all'entusiasmo e alla passione di tutta la famiglia. Dal 1978 le nostre api volano spensierate nella Valle Antigorio e Formazza immerse nella natura di montagna, su prati, pascoli e fiori. Ogni tanto "espatriano" per divertirsi sul Lago Maggiore. Garantiamo un prodotto sano, sincero, naturale. Genuinità, tradizione di montagna, sapori che scaldano il cuore.
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VIGO DI CADORE (BL)

DOLOMIELE

Borgo Salagona 30 – 32040 Vigo di Cadore (BL)
+39 3392798477 – +39 336767877
depodestagigi@alice.it
www.dolomiele.com

Zona di Produzione: Dolomiti bellunesi
Prodotti: Miele, Polline, Pappa Reale, Propoli
Descrizione: Apicoltori per passione! Siamo un’azienda a conduzione famigliare situata nel cuore delle Dolomiti. I nostri prodotti rispecchiano il territorio in cui vivono le nostre api, la qualità è nel nostro DNA. Dolomiti patrimonio dell’UNESCO.
APICOLTORI
ABRUZZO
BASILICATA
CALABRIA
CAMPANIA
EMILIA-ROMAGNA
FRIULI-VENEZIA GIULIA
LAZIO
LIGURIA
LOMBARDIA
MARCHE
MOLISE
PIEMONTE
PUGLIA
SARDEGNA
SICILIA
TOSCANA
TRENTINO-ALTO ADIGE
UMBRIA
VALLE D'AOSTA
VENETO

Clicca sulla tua regione per conoscere i nomi di chi può darti consigli su come utilizzare i prodotti dell’alveare per prevenire o trattare alcuni disturbi. Le persone presenti in questa lista hanno seguito i corsi di Apiterapia proposti dall’Associazione Italiana Apiterapia. E’ specificato se sono Apiterapeuti (medici) o Consulenti di Apiterapia (non medici).
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CHIARAVALLE CARLO (Consulente di Apiterapia)
Avezzano (AQ)
3496850274
carlogc@tiscali.it


COLUCCI PATRIZIO (Consulente di Apiterapia)
Civitella Rovereto (AQ)
330431121
coluccipatrizio@gmail.com


TULINI SERENA (Apiterapeuta - veterinario)
Teramo (TE)
3286675435
serena.tulini@gmail.com
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DENAMI ROCCO (Consulente di Apiterapia)
San Costantino Calabro (VV)
3279727881
denami.rd@libero.it
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CUCCARO FRANCESCO (Consulente di Apiterapia)
Cava dei Tirreni (SA)
3343635980
cuccarofrancesco@alice.it


DE SIMONE EUSTACHIO (Consulente di Apiterapia)
Monte di Procida (NA)
3398438998
desimoneeustachio@gmail.com


MASTROLIA MONICA (Consulente di Apiterapia - fisioterapista)
Cava dei Tirreni (SA)
3477002500
cuccarofrancesco@alice.it


PASCALE MICHELE (Consulente di Apiterapia)
Ottaviano (NA)
3388841752
mickpas_87@hotmail.it


SINISCALCHI ADRIANO (Consulente di Apiterapia)
Bracigliano (SA)
3383997458
siniscalchiadriano@gmail.com


SOGLIA GIOVANNA (Consulente di Apiterapia)
Bracigliano (SA)
3339011325
giovannasogli.gs@gmail.com


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MAGNANI DANIEL (Consulente di APITERAPIA)
Rimini (RN)
3405079551
danipilot@live.it


RUGGERI GIULIA (Consulente di APITERAPIA)
Parma (PR)
3290054278
ruggeriruggeri@icloud.com


SPOTTI PATRIZIA (Consulente di Apiterapia)
Parma (PR)
3273304833
patrizia.spotti@libero.it
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BOGNOLO MAURIZIO (Consulente di Apiterapia)
Gorizia (GO)
3289463735
maurizio.bognolo@gmail.com


CECCONELLO DENIS (Consulente di Apiterapia)
Forgaria (UD)
3339089618
amicodelleapi@gmail.com


LONZA FABIO (Consulente di Apiterapia)
Trieste (TS)
3290955123
triestinoballerino@gmail.com


GRANZOTTO CLAUDIO (Consulente di Apiterapia)
Cavalicco (UD)
3403275586
alexandramoretti86@gmail.com


MORETTI ALEXANDRA (Consulente di Apiterapia)
Cassacco (UD)
3403275586
alexandramoretti86@gmail.com


NARDINI DANIELA(Consulente di Apiterapia)
Pozzolo del Friuli (UD)
3402526845
nardini.daniela@libero.it


NOLA MICHELA (Consulente di Apiterapia)
Trieste (TS)
3408404698
michin69@gmail.com


VIVIAN BRUNO (Consulente di Apiterapia)
Cordenons (PN)
3356238747
pavimjetsrl@libero.it
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ANDRIAN CLAUDIO (Consulente di apiterapia)
Canale Monterano (RM)
3336274364
claros4@alice.it


ARDITO MATTEO(Consulente di Apiterapia)
Monterotondo (RM)
3346326282
matteo.ardito@alice.it


ATTILI FLAVIO (Consulente di Apiterapia)
Pomezia (RM)
3393439872
flavio.attili@alice.it


BURZACCONI PIETRO (Consulente di Apiterapia)
Roma (RM)
3392068159
pietroburz@tiscali.it


COLONNA ARISTIDE (Apiterapeuta – medico chirurgo)
Roma (RM)
3339854363
aristidecolonna54@gmail.com


CURCIO FRANCESCA (Consulente di Apiterapia)
Cassino (FR)
3204058418
curcio.fc@libero.it


D’ANELLA MARZIA (Consulente di Apiterapia)
Roma (RM)
3346048775
mbamarzia@gmail.com


DANESI GIUSEPPINA (Consulente di Apiterapia)
Collepardo (FR)
3385331184
giuseppinadanesi72@gmail.com


DELLA MANNA ELISABETTA (Consulente di Apiterapia)
Roma (RM)
3466778688
e.dellamanna@gmail.com


FORNARI GIOVANNI(Consulente di Apiterapia)
Roma (RM)
3898451183
ninux5@gmail.com


FRANCESCHINI RITA (Consulente di Apiterapia)
Roma (RM)
3395391132
atir.france@gmail.com


GIAMMEI MASSIMILIANO (Apiterapeuta - odontoiatra)
Roma (RM)
3477353444
massimiliano.giammei@gmail.com


GRAZIOLI CINZIA (Consulente di Apiterapia)
Roma (RM)
3477179673
cinzia.grazioli@gmail.com


LUCIOLI REGINALDO (Consulente di Apiterapia)
Roma (RM)
3662143514
lucioli44@gmail.com


MAGNANIMI SILVIA (Consulente di Apiterapia)
Roma (RM)
3395205095
smagnanimi@libero.it


MALFATTI LAURA (Consulente di Apiterapia)
Roma (RM)
3462897001
lallibee5@yahoo.it


MASCIARELLI AGNESE (Consulente di Apiterapia)
Morlupo (RM)
3475028630
agnesemaya82@yahoo.it


MAZZARINI ROMANA (Consulente di Apiterapia)
Nepi (RM)
3339381946
romanamazzarini@tiscali.it


MENEGOTTO ALESSIA (Apiterapeuta – veterinario)
Roma (RM)
3395260622
alessia.menegotto@gmail.com


MILITO MARCELLA(Consulente di Apiterapia)
Ciampino (RM)
3356677826
marcella.milito@izslt.it


MONACELLI BEATRICE (Consulente di Apiterapia)
Poggio Mirteto (RI)
3475803009
info@lacasanettarina.it


NENCINI LUCIA (Consulente di Apiterapia)
Anzio (RM)
3497837631
bianciniglio@icloud.com


ORTOLANI ELISABETTA (Consulente di Apiterapia)
Roma (RM)
3339141371
elisabettaoro@gmail.com


PAPI MARCO (Consulente di Apiterapia)
Roma (RM)
3388819789
elisabettaoro@gmail.com


POLSELLI VALTER (Consulente di Apiterapia)
Palestrina (RM)
3341146681
valter.polselli@libero.it


RISI FRANCESCO (Consulente di Apiterapia)
Roma (RM)
3316193663
francesco.risi@gmail.com


ROSSI DIEGO (Consulente di Apiterapia)
Roma (RM)
3385240272
diego.rossi6@tin.it


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CASTELLANI ISAAC (Consulente di Apiterapia)
Livigno (SO)
3495258247
isaac@calanda.it


FERABOLI FRANCO (Apiterapeuta - ortopedico)
Cremona (CR)
3384421630
franco.feraboli@libero.it


ZUCCHINI ANGELO (Consulente di Apiterapia)
Buscate (MI)
3405420159
angelobee63@gmail.com


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BAROLO IRENE (Consulente di Apiterapia – infermiera)
Torino (TO)
3474787166
irenebarolo@liber.it


BRUNAZZI MATTIA (Consulente di Apiterapia – infermiere)
Biella (BI)
3450518021
mattia.bru.inf@gmail.com


COLLURA FRANCESCO (Consulente di Apiterapia)
Torino (TO)
3482745094
francescocollura57@gmail.com


GAGLIARDI ANNALISA (Consulente di Apiterapia – infermiera)
Cuorgnè (TO)
3481060749
gagliardiannalisa0911@gmail.com


GARRONE GIANLUCA (Consulente di Apiterapia – Farmacista)
Frassineto Po (AL)
3475862037
gluca_garrone@yahoo.it


GHIO SERGIO (Consulente di Apiterapia – massofisioterapista)
Torino (TO)
3381894339
fisioghio@gmail.com


PRINA GIACOMO (Consulente di Apiterapia)
BACENO (VB)
3493560540
apicoltura.prina@tiscali.it


SANSEVERINO GIORGIA (Consulente di Apiterapia)
Chieri (TO)
3400915036
giosanse92@hotmail.it


SPANO MASSIMILIANO (Consulente di Apiterapia – fisioterapista)
Torino (TO)
3336766255
max.spano@hotmail.it


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CALIA GIOVANNI (Consulente di Apiterapia)
Altamura (BA)
3455289008
agridenora@libero.it


CRISCUOLI GIOVANNI (Consulente di Apiterapia)
Bartletta (BT)
3473632752
crigiov@aruba.it


MILELLA PIERO (Consulente di Apiterapia)
Martina Franca (BA)
3485559229
pieromilella@yahoo.it


ORLANDUCCI LUCIA (Consulente di Apiterapia)
Lequile (LE)
3924552001
syren.73@gmail.com


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COSSU NICOLA (Consulente di Apiterapia)
Siniscola (NU)
3465881028
nicolacossu74@tiscali.it


GUNGUI MARIA GIOVANNA (Consulente di Apiterapia)
Orgosolo (NU)
3481568208
mariagiovannagungui@gmail.com


MANCA PINO (Consulente di Apiterapia)
Orgosolo (NU)
3458047777
pinomanca@gmail.com


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FERRIGNO GIUSEPPE (Consulente di apiterapia)
Tusa (ME)
3496527174
giuseppe.ferrigno1@alice.it


LA FERRERA ALDO (Consulente di Apiterapia)
Gagliamo (CT)
3346800124
info@melauro.it


PILATO GIUSEPPE (Consulente di Apiterapia)
Rilievo (TP)
3206123249
pilato-peppe@libero.it


RUTA SARAH (Consulente di Apiterapia)
Ispica (RG)
3319790520
sarahrutah@gmail.com


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BUFFA MICHELE (Consulente di Apiterapia)
Cecina (LI)
336710354
crtmichelebuffa@libero.it


REGNANI LENDRA (Consulente di Apiterapia)
Fivizzano (MS)
3483502654
lregnani@teleproject.it


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DICSI ANDREA CRISTINA (Consulente di Apiterapia - infermiera)
Foligno (PG)
3456495167
andreadicsi@icloud.com


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CORNALE FABIO (Consulente di Apiterapia)
Valdagno (VI)
3296516165
cornalef@gmail.com


FIORAVANZO LORENZO (Consulente di Apiterapia)
Vicenza (VI)
3393490996
lorenzo.fioravanzo@virgilio.it


GASPARI MARA (Consulente di apiterapia)
Cortina d’Ampezzo (BL)
3393124704
maragaspari@katamail.com


MALAGNINI VALERIA (Consulente di apiterapia)
Schio (VI)
461519112
valeria.malagnini@fmach.it


SPEROTTO CARLA (Consulente di Apiterapia)
Vicenza (VI)
3475606040
c.sperotto@labritex.com


ZULLATO MASSIMILIANO (Consulente di Apiterapia)
Sant’Urbano (PD)
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